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Netflix e Coronavirus: riduzione della qualità video per un mese in Europa

Questo periodo di quarantena in Italia atto a fronteggiare la minaccia dell’attuale Coronavirus (giusto oggi è stato confermato che il numero di decessi in Italia ha superato quelli in Cina), sta creando diversi disagi in vari ambiti, e anche la rete internet nazionale non è certamente da meno.

Dato che quasi tutta la popolazione è costretta a casa, tra chi lavora in smartworking e segue ed effettua lezioni universitarie online, e tra chi si svaga videogiocando online e usufruisce di servizi in streaming come Netflix o Google Stadia, contribuisce nel suo piccolo ad appesantire il carico di lavoro sulle reti nazionali.

Potrebbe sembrare un problema da poco, ma per riportarvi un esempio, solo Vodafone nella settimana che va dal 9 marzo ha registrato un aumento di oltre il 50% del traffico. Inoltre, Steam ha di nuovo superato il proprio record di utenti contemporaneamente connessi alla piattaforma stessa.

Coronavirus: l’idea dell’Europa contro il sovraccarico delle reti

Per fronteggiare questo problema, la Commissione Europea ha iniziato a fare pressione a Netflix e ad altre piattaforme di streaming chiedendo di ridurre la qualità di trasmissione, scendendo quindi dalla qualità in HD a quella in SD nei momenti di più alto carico di lavoro, cioè nelle ore più intense della giornata.

Questo tenendo il mente una cosa buona e giusta: se il traffico streaming è troppo elevato, si rischia di saturare la rete internet e quindi impedire il corretto svolgimento dello smartworking.

La scelta di ridurre la banda occupata dallo streaming video sarebbe una “opzione responsabile” per “fornire il miglior servizio agli utenti mantenendo la sicurezza delle infrastrutture”.

Netflix ha accettato?

Ebbene si, Netflix ha accettato di ridurre, e per questo motivo, dunque, la visione in streaming dei contenuti del suo catalogo vedrà una riduzione di qualità per l’intero territorio europeo.

Questa restrizione verrà portata avanti per 30 giorni a partire da ogg, 19/03/2020. Si stima che questo cambiamento possa portare ad una riduzione del 25% del traffico dovuto, appunto, allo streaming su Netflix. È possibile che lo stesso accadrà per gli altri colossi, quali Amazon Prime Video e YouTube.

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