A cura di Giulio Montanaro

Caspita, dove ho messo il telefono?” A chi non capita di lasciare inconsciamente lo smartphone al bar dopo un caffè con un vecchio amico?

Diciamoci la verità, oggi ogni persona ha ALMENO 2 dispositivi (ad esempio un iPhone e un Apple Watch) ma a causa della testa costantemente bombardata da “processi in coda” spesso accade che dimentichiamo qualcosa (come lo smartphone) ovunque.

Funzionamento di “Trova iPhone”. Credits: www.gsmarena.com

Al che qualcuno potrebbe dirmi “beh, usa Trova iPhone”. Verissimo, peccato che quest’app dipenda dalla rete e quindi affinché funzioni, il dispositivo debba necessariamente essere connesso o alla rete cellulare o ad una rete Wi-Fi.

Un’app molto più efficiente

Dopo tanti anni Apple ha deciso di prestare attenzione alle preghiere di tutti quegli utenti che hanno sempre pensato ad un’evoluzione di quell’app o comunque sia, ad una soluzione più intelligente per ritrovare i propri dispositivi senza dipendere da qualcosa che potrebbe anche non essere disponibile (come la rete).

Con iOS 13 l’app “Trova iPhone” si rinnova e passa ad un livello più alto. Verrà ribattezzata “Find My” e avrà un sistema decisamente più intelligente. Ma come funziona? Beh, Apple ha usato come punto di forza la consapevolezza di poter contare su una clientela molto vasta, quindi a differenza di prima, non si dovrà più “sperare nella rete” ma in un discorso di Interlink.

Ogni dispositivo è fornito di un modulo Bluetooth ed è qui che si gioca la partita. Praticamente tutti i dispositivi Apple in giro per il mondo metteranno su una rete, andando a creare così una mappa di tutti i dispositivi esistenti.

Dispositivo trovato da Find My. Credits: fossbytes.com

Il dispositivo “di ricerca” collegato, ovviamente ad un ID Apple specifico, emetterà di continuo un segnale crittografato di geolocalizzazione in continuo aggiornamento con chiave PUBBLICA che si interfaccerà con la rete locale creata da tutti i dispositivi vicini. Il segnale viaggerà nell’Interlink fino a rintracciare il dispositivo smarrito (anche da spento). A sua volta il dispositivo smarrito, una volta riconosciuto e ricevuto il segnale con chiave pubblica, emetterà un ulteriore segnale con chiave PRIVATA che raggiungerà i server di Apple (che neanche Apple può leggere). Una volta arrivato ai server, il segnale rimbalzerà al “dispositivo di ricerca” dando così all’utente la posizione del dispositivo.

Apple ovviamente, sempre in prima linea per difendere la privacy dell’utente, assicura che non ci saranno violazioni né da parte dei singoli dispositivi né tanto meno da parte di Apple stessa (figuriamoci).

Inoltre, sempre Apple, rassicura le ansie da batteria e afferma che il sistema di localizzazione alla base dell’app avrà un impatto energetico quasi nullo. Questo grazie all’algoritmo di funzionamento di Find My che per funzionare userà pochissimi bit, quindi pochissime risorse, sia in termini di batteria che di processore, salvaguardando così anche i dispositivi più datati. Attenzione però, l’utente per poter usufruire del servizio dovrà necessariamente possedere ALMENO 2 dispositivi con a bordo iOS 13.

Apple inoltre, si presume che voglia affiancare al suo nuovo sistema di localizzazione software anche un dispositivo hardware che implementi un GPS potenziato per localizzare per esempio l’auto o la valigia. A tal proposito aspettiamo la WWDC del 10 settembre insieme ai nuovi iPhone.

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