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Addio Internet Explorer: Microsoft lo manda in pensione

Microsoft ha annunciato ufficialmente il ritiro di Internet Explorer dalle versioni Consumer di Windows.

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Internet Explorer andrà definitivamente in pensione: ad annunciarlo è la stessa Microsoft sul suo blog, descrivendo i prossimi step che porteranno al ritiro definitivo dello storico browser. Su Windows 10 rimarrà soltanto Edge, mentre l’applicazione Explorer 11 cesserà di esistere a partire dal 15 Giugno 2022. Edge permetterà comunque di utilizzare la modalità “IE” built-in, in modo da accedere a siti e applicazioni che ancora si basano sul vecchio browser. Dopo l’annuncio dello scorso Agosto della fine del supporto a Explorer, il prossimo passo è il ritiro vero e proprio dell’app.

Internet Explorer va in pensione: le ragioni del ritiro

Nel suo post sul Windows Experience Blog, Microsoft analizza le motivazioni del pensionamento dello storico browser. Una delle ragioni principali del ritiro è la maggior sicurezza di Edge contro gli attacchi informatici. Il browser, come si legge sul blog, offre protezione sia contro malware che attacchi di phishing, lavorando a braccetto con Defender SmartScreen. Con la funzionalità Password Monitor, inoltre, Edge è in grado di comunicare all’utente se le sue credenziali siano state compromesse in qualche modo, abilità che Explorer non possedeva. È chiaro poi che, essendo il supporto per IE già avviato verso la conclusione, le eventuali patch di sicurezza impiegherebbero mesi per essere rilasciate.

La timeline di Internet Explorer da qui a giugno 2022. Fonte: Microsoft
La timeline di Internet Explorer da qui a giugno 2022. Fonte: Microsoft

Edge continuerà a funzionare con un doppio engine in grado di fornire supporto per le applicazioni legacy che necessitano di Internet Explorer per essere usate. Non è affatto raro, infatti, trovare interfacce e siti ancora dipendenti da Explorer per il corretto funzionamento. Spesso, anzi, il vecchio browser è l’unico col quale è possibile accedere a queste applicazioni. La compatibilità di Edge con i vecchi applicativi eliminerà la necessità di mantenere Internet Explorer, permettendone la dismissione da parte di Microsoft. L’uso di un unico browser per le proprie attività garantisce una migliore produttività, anche grazie alle nuove feature di Edge, come la Sleeping Tabs. La funzionalità permette di tenere sotto controllo le performance e le risorse del sistema anche con molte tab del browser aperte, senza rallentare la navigazione o lo svolgimento di altri task.

Addio al browser storico

Il 15 giugno 2022 diremo definitivamente addio al browser tanto bersagliato dal web. Che ci piaccia o no, però, è indiscutibile che Internet Explorer abbia fatto la storia del web. La prima versione uscì nel 1995, e pian piano cominciò a guadagnarsi il suo spazio tra gli utenti, entrando in concorrenza col più usato Netscape Navigator, iniziando a dargli filo da torcere. IE fu il primo browser a supportare i CSS, il controllo ActiveX e le applet Java. Fino alla versione 7 il browser veniva prodotto anche per Mac OS e Mac OS X.

L’ultima versione stabile è la 11, uscita nel 2013 e ora diventata l’ultima della famiglia. Sebbene Explorer sia rimasto in testa a tutti gli altri browser per quasi due decenni, nel 2010 si è visto superare da Firefox, Chrome, Safari e Opera, pronti a prendere il loro posto sul mercato. Di fronte alla concorrenza spietata, e a causa dei suoi problemi di sicurezza e velocità, Explorer è diventato protagonista di tanti meme. Ad oggi il browser ha circa l’1% del mercato del web, e solo (o ancora?) il 4.5% degli utenti lo usano.

Utilizzo di Internet Explorer nel corso degli anni.
Utilizzo di Internet Explorer nel corso degli anni.

Microsoft incentiverà il passaggio al browser più moderno eliminando già dal prossimo agosto la compatibilità con diversi servizi proprietari. Tra questi figurano in particolare OneDrive, Outlook e Teams. Ben presto Edge si dovrà prendere carico dell’eredità di Explorer, assolvendo agli ultimi compiti che gli erano. Quindi addio, Internet Explorer. Pur essendo ormai snobbato da anni, il suo sarà davvero un addio storico. E un dubbio rimane: chi prenderemo in giro quando se ne sarà andato?