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Elon Musk e Neuralink: una scimmia può videogiocare con la mente

Categorie Inside IT · J.A.R.V.I.S

Nelle ultime settimane l’applicazione Clubhouse è diventata popolare per circa 5 milioni di utenti, un balzo rispetto ai 3 milioni di 10 giorni prima. All’app si può accedere solo tramite un invito ed è esclusiva per gli utilizzatori di iPhone. Clubhouse, però, non è semplicemente un social network dove viene usata la voce per interagire ma può diventare anche una vera e propria fonte di notizie e aggiornamenti. Infatti, nei giorni scorsi, Elon Musk ha detto su questa piattaforma che Neuralink, la sua start-up dedicata agli impianti neurali, ha una scimmia in grado di giocare ai videogiochi con la mente, senza alcun movimento del corpo.

Elon Musk e Neuralink hanno una scimmia che gioca ai videogiochi: le dichiarazioni

Elon Musk Neuralink scimmia videogiochi

“Abbiamo una scimmia con un impianto wireless nel cranio con minuscoli fili che può giocare ai videogiochi con la sua mente”, ha detto Musk a diverse migliaia di ascoltatori in una chat di Clubhouse. “Non si riesce a vedere dove si trova l’impianto e lui è una scimmia felice. Abbiamo le strutture per scimmie più belle del mondo. Vogliamo che giochino a Mind-Pong l’uno con l’altro. Non sono stati forniti ulteriori dettagli riguardo questo progetto in particolare ma Musk ha assicurato che verranno rilasciati presto dei video, forse tra un mese.

“Non è una scimmia infelice”, ha spiegato Musk, aggiungendo che dopo l’inserimento dell’impianto non sono stati rilevati comportamenti fuori dall’ordinario o variazioni dell’umore nel primate. “Stiamo studiando come rimuoverlo qualora una persona non lo volesse più o il dispositivo si danneggiasse”, ha detto inoltre Musk sul social network. Infatti, il reto di Neuralink è quello di creare degli impianti sicuri, rimovibili e poco invasivi che permettano di potenziare la mente umana con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale.

La start-up Neuralink

Elon Musk Neuralink scimmia videogiochi

Neuralink Corporation è un’azienda di neurotecnologia fondata da Elon Musk e altri imprenditori nel 2016. La sede è a San Francisco ed è stata presentata per la prima volta a marzo del 2017. Elon Musk ha dichiarato che Neuralink è composta da un team multidisciplinare, partendo dai proprio fondatori.

A luglio 2019 Musk annunciò che stavano lavorando a una macchina da cucire che sarebbe servita per impiantare i sottilissimi fili, simili a capelli, direttamente nel cervello umano con una precisione laser. Inoltre, mise a punto un sistema per leggere nella mente di un topo da laboratorio tramite l’utilizzo di 1500 elettrodi. A maggio 2020, Musk annunciò che gli esperimenti su un essere umano sarebbero iniziati entro un anno.

Gli elettrodi usati da Neuralink sono ultrasottili e servono a stimolare i neuroni una volta inserito. Il principale obiettivo di questa start-up è quello di trattare le persone paralizzate con quadriplegia a causa di lesioni del midollo spinale C1-C4. Ma non solo, Musk ha affermato che l’impianto Neuralink potrebbe essere d’aiuto anche a persone con patologie legate alla vista o all’udito.

I chip e il futuro di Neuralink

L’impianto Neuralink. Credits: Neuralink

“(l’impianti) è come se avessi un Fitbit all’interno del cranio con minuscoli fili che entrano nel tuo cervello”

Elon Musk

Nel 2019, Musk ha spiegato anche il funzionamento dell’impianto. Per essere perfettamente funzionante, Neuralink avrà bisogno di 4 chip N1 inseriti direttamente nella corteccia cerebrale: uno nella corteccia sensoriale e tre nell’area motoria. I chip verranno collegati, per l’alimentazione, a una batteria che verrà è posizionata direttamente dietro all’orecchio. La versione finale del dispositivo Neuralink sarà accessibile in modalità wireless, tramite una connessione Bluetooth.

Il sogno di Musk, e di Neuralink, è quello di potenziare la mente umana grazie all’interfaccia cervello-computer. Questo permetterà, non solo di trattare malattie neurologiche ma anche di farci controllare i nostri dispositivi elettronici direttamente con la mente come sembrerebbe aver già fatto la scimmia oggetto di studio. Forse fra qualche anno assisteremo al primo essere umano in gradi di scrivere o di ascoltare musica direttamente con la mente.

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