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Un wearable in grado di leggere il pensiero? Nuovi progressi da Facebook

Che ne pensate di un dispositivo indossabile in grado di leggere il vostro pensiero, capirlo e trascriverlo autonomamente magari sul vostro smartphone? A prima vista potrebbe sembrare un’idea assolutamente strampalata che non vedrà mai la luce, idee provenienti da un amante di tecnologia futuristica e fantascientifica, al limite dell’impossibile. E pensare che sono in sviluppo tecnologie simili, un esempio è la scelta automatica di musica in base al proprio pensiero.

Ed è proprio questa l’idea che abbiamo avuto un po’ tutti seguendo l’F8 del lontano 2017, conferenza annuale tenuta da Facebook, destinata a sviluppatori e imprenditori, qundo Mark Zuckerberg annunciò quest’idea completamente rivoluzionaria, in grado di leggere e capire i nostri pensieri in modo non invasivo tramite un semplice wearable.

I primi progressi da parte degli sviluppatori

Dopo veramente tanto tempo, il progetto è tornato a far parlare di sè. Gli sviluppatori dietro al progetto, infatti, hanno pubblicato un documento su Nature Comunications un articolo dove comunicano di essere riusciti a “decodificare in tempo reale un piccolo insieme di parole e frasi complete usando l’attività corticale umana”.

Durante i primi esperimenti, tramite l’utilizzo di elettrodi cerebrali su alcuni partecipanti scelti, le letture si rivelarono accurate per il 60% delle volte, dimostrando così che si è in grado di decodificare il discorso “in un ambiente interattivo e conversazionale”.

Nel frattempo i ricercatori stanno lavorando anche ad una soluzione indossabile, cioè senza l’utilizzo degli elettrodi. Attualmente l’idea è di misurare i livelli di ossigeno nel cervello, e hanno già realizzato un dispositivo che risulta essere ingombrante e lento, ma già affidabile.

In un prossimo futuro quindi, sarà possibile scrivere messaggi senza tenere tra le mani il nostro smartphone, o permettere alle persone affette da malattie gravi di esprimersi senza problemi.

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1 COMMENTO

  1. […] Le ambizioni, nel frattempo, sono cresciute: i primi modelli dipenderebbero dallo smartphone, ma, entro 5-10 anni, gli occhiali diventerebbero dispositivi indipendenti, di fatto andando a sostituire proprio gli smartphone. Inoltre, secondo alcune dichiarazioni, grazie all’AI, tali dispositivi diventerebbero sempre più intelligenti e in grado di interpretare e interagire con l’ambiente circostante. Dunque, se Facebook riuscisse nel suo intento, questa tecnologia diventasse matura e venisse adottata largamente, ci sarebbe un enorme problema legato alla quantità di informazioni potenzialmente immensa che tali dispositivi sarebbero in grado di raccogliere e il loro utilizzo. Infine, un giorno questi dispositivi potrebbero essere controllati dagli utilizzatori direttamente con il pensiero. No, non stiamo farneticando: dei test sono già in corso. […]

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