5G Hackathon – Wearables for Sports si è conclusa pochi giorni fa a Milano. L’iniziativa, nata da Vodafone in collaborazione con L.I.F.E. e il Politecnico, ha voluto promuovere la sperimentazione del 5G nell’area metropolitana del capoluogo Lombardo.

Rivolta agli studenti del Politecnico, la maratona è durata due giorni, durante i quali si sono confrontate squadre eterogenee, composte da programmatori specializzati sviluppo web e mobile e studenti di biomedica per l’analisi dei dati.

5G e sport

Nell’ambito della sperimentazione del 5G in quella che è diventata la capitale italiana di questa tecnologia, Vodafone ha deciso di lanciare una sfida alle giovani menti italiane. L’obiettivo era capire quali benefici potranno portare i network di prossima generazione nello dello sport, dove ormai gli wearable si stanno facendo strada.

Ad ogni team è stato richiesto di sviluppare un sistema prototipale per l’acquisizione, l’analisi e la visualizzazione dei dati biomeccanici e cardio-respiratori dell’atleta. A supporto dello sviluppo c’erano i dispositivi di L.I.F.E., una startup focalizzata su wearables per l’analisi dei dati fisiologici.

Locandina dell'Hackathon
La locandina dell’Hackathon di Vodafone, che invitava gli studenti a partecipare. Credits: mondomobileweb.it

Il progetto ha lo scopo di monitorare lo stato fisico dell’atleta, guidandolo ad ottimizzare il suo allenamento. Il dispositivo è anche in grado di dare dei feedback nel caso in cui alcuni movimenti dovessero essere scorretti. In uno scenario ottimale, un singolo allenatore sarà in grado di monitorare più atleti, grazie alla condivisione in tempo reale dei dati.

A supporto di ciò ci sarebbe proprio la rete 5G. Grazie ai numerosi sensori e alla bassa latenza, essa è in grado di supportare continue e costanti trasmissioni di dati, anche tra diversi tipi dispositivi.

I vincitori

Si sono sfidati 40 studenti divisi in 8 gruppi, di cui alla fine uno solo è stato il vincitore. Il progetto premiato è stato “Tennis yourself”, realizzato dal team “TT”. Il suo obiettivo è quello di supportare i tennisti con smartwatch e feedback visivi e vocali in real time duante la ricezione. Oltre a questo, è stato sviluppato un algoritmo in grado di migliorare la fase della battuta.

Anche altri studenti si sono però distinti per la loro bravura: a loro sono stati attivati degli stage retribuiti nello stesso ambito di ricerca, oltre che la possibilità di continuare il lavoro sulla sperimentazione.

Facciamo le nostre congratulazioni ai vincitori e a tutti i ragazzi che si sono sfidati a colpi di algoritmi. Bravi!

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