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Robot quadrupede in grado di scalare le pareti: si chiama MARVEL

Dopo anni di studio sui robot quadrupedi, ecco che i ricercatori hanno dato vita ad una nuova categoria di robot che riesce a scalare le pareti “alla Spiderman” in pochi secondi.

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Stiamo appurando come i robot abbiano ormai assunto un ruolo talmente fondamentale da avere ormai anche la “licenza di uccidere“. L’alba della nuova era è rappresentata da San Francisco, dove la polizia locale è affiancata ormai da tempo a degli androidi che hanno la funzione di implementare le operazioni di ricerca e nel prossimo futuro potranno anche essere usati per delle detonazioni sul campo.

In genere, la limitazione che hanno i robot finora sviluppati è il fatto che possono essere operativi solamente a terra. Ora, anche questa limitazione potrà essere superata grazie al nuovo connubio tra la capacità di muovere un automa a “quattro zampe” e le potenzialità dei materiali ferromagnetici.

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Movimenti del robot MARVEL. Credits: Science.org, Agile and versatile climbing on ferromagnetic surfaces with a quadrupedal robot

MARVEL: il robot creato con materiali ferromagnetici

La nuova creazione robotica ha preso vita grazie al team formato dall’unione tra i ricercatori del Korea Advanced Institute of Science and Technology e quelli dell’università dell’Illinois. La fusione di queste menti ha prodotto il robot MARVEL, il cui acronimo deriva dal nome Magnetically Adhesive Robot for Versatile and Expeditious Locomotion e che, nomen omen, utilizza i propri supporti formati da materiali ferromagnetici per aderire alle superfici verticali e ai soffitti.

Oltre alla loro utilità e versatilità, queste macchine possiedono anche la velocità. Questi androidi, infatti, riescono a scalare le superfici in modo repentino, raggiungendo 0.7 m/s. Il tutto riesce ad essere portato a termine con manovre precise, progettate anche per “sopravvivere alle avversità”. Come ha dichiarato infatti anche il ricercatore Seungwoo Hong questi robot possiedono una gamma di movimenti che permette loro anche “l’attraversamento di spazi vuoti, il superamento di ostacoli e le transizioni in piano intorno agli angoli“.

Il nuovo robot che migliorerà la vita dell’uomo

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Descrizione architetturale di MARVEL. Credits: Science.org, Agile and versatile climbing on ferromagnetic surfaces with a quadrupedal robot

I nuovi robot condividono ovviamente l’obiettivo di ogni prodotto artificiale: saranno in grado di aiutare l’uomo a compiere le missioni più rischiose. Grazie a degli androidi che si muovo con sicurezza e velocità non più solo in piano ma anche verso l’alto, qualsiasi manutentore potrà riuscire a compiere il proprio lavoro senza dover mettere a repentaglio la propria vita.

Inoltre, questi robot possiedono altre due caratteristiche imprescindibili e fondamentali: il basso consumo e la capacità di reggere del peso. MARVEL è infatti capace di portare e spostare pesi che raggiungono un massimo di 3 kg senza usare l’elettricità. Finora, i robot sono stati in grado di superare ostacoli fino a 5 m e procedere uniformemente passando da superfici piane a pareti verticali e soffitti anche qualora questi fossero pieni di polvere, e dunque complessi da percorrere. Questi risultati sono stati raggiunti tramite l’utilizzo di magneti particolari che riescono ad aderire “come uno scotch” alle superfici e che per farlo usano solo le loro proprietà magnetiche.

EPM: la zampa innovativa di MARVEL

MARVEL risulta essere in grado di spostarsi come un vero e proprio mammifero, posando le zampe durante la fase di appoggio per poi alzarle successivamente. I “piedi” del robot sono costituiti, infatti, dal magnete elettropermanente EPM che si comporta come un elettromagnete e che aderisce alla superfici metalliche grazie all’MRE, un elastomero magnetoreologico. Ciò significa che tali supporti sfruttano l’attività magnetica del materiale soffice di cui sono fatti i piedini che si comporta come una “gomma adesiva”. Secondo quanto spiegato dai ricercatori, gli EPM permettono l’adesione alla superfice e saranno migliorati per riuscire ad affrontare superfici sempre più complesse, mentre gli MRE completano l’adesione aumentando l’area di contatto.

Dunque, il robot riesce a muoversi perché le zampe si magnetizzano e smagnetizzano secondo la posizione richiesta dal movimento. I ricercatori hanno fatto in modo che la macchina sia in grado di utilizzare le proprietà ferromagnetiche e gli elastomeri per ancorare “zampa” alla superficie, mentre sia agile anche nel rilasciare quest’ultimi durante il sollevamento dell’arto metallico.

La scoperta è entusiasmante, soprattutto se si pensa a quante persone ancora oggi perdono la vita nel luogo di lavoro. Per questo queste soluzioni delineano una soluzione verso il futuro della sicurezza sul lavoro.

A cura di Luisa Bizzotto.