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Respondus: il nuovo software di controllo per gli esami in remoto

Molte università hanno optato per Respondus, un software per il controllo degli esami in remoto. Cosa ne pensano gli studenti?

Categorie Covid-19 · J.A.R.V.I.S

Il 2020 non è stato un anno facile per nessuno. Mentre, abbiamo sentito tanto parlare di smart working per i lavoratori, poco abbiamo discusso sulle condizioni di un’altra categoria: gli studenti, in particolare quelli universitari. Infatti, gli atenei di tutta Italia si sono dovuti reinventare per permettere a tutti gli studenti di poter seguire le lezioni e sostenere gli esami. In questa situazione, sicuramente non semplice, gli atenei hanno apportato varie migliorie ai propri sistemi che, però, non sempre sono state sufficienti. Spesso, infatti, si sono verificati blocchi dei sistemi e delle lezioni. La parte, però, di più difficile gestione è stata quella che riguarda gli esami a distanza. In questo panorama, alcune università hanno deciso di affidarsi a Respondus: il nuovo software di controllo per gli esami in remoto.

Molte università hanno optato per Respondus, un software per il controllo degli esami in remoto. Cosa ne pensano gli studenti?

Come funziona Respondus, il software che controlla gli esami con Lockdown Browser

Gli studenti che sostengono gli esami universitari in presenza sono controllati da professori e assistenti, quando, però, gli esami si svolgono in remoto, controllare diventa più complicato. I professori come possono assicurarsi che centinaia di ragazzi sparsi per l’Italia non copino? Gli studenti potrebbero avere una seconda persona che suggerisce nella stanza, potrebbero aprire altre schede nel computer per cercare le risposte o potrebbero comunicare tra loro. Per evitare tutto questo, molti atenei hanno optato per Respondus, il software che controlla gli esami in remoto con Lockdown browser. Come agisce questo programma? Il software, appunto, si avvale di un sistema di Lockdown browser e un sistema di proctoring. Come dice il nome stesso ‘lockdown’ (che abbiamo imparato a conoscere), questo sistema blocca il pc su cui è installato. Quindi, una volta avviato il browser, gli studenti non possono aprire altre schede oltre quella dell’esame. Così, Respondus blocca la possibilità di condividere lo schermo, registrare lo schermo, avviare ricerche su internet, usare le chat o altre applicazioni.

Molte università hanno optato per Respondus, un software per il controllo degli esami in remoto. Cosa ne pensano gli studenti?
Credit: Respondus Technical Support

Il sistema di proctoring di Respondus per controllare gli esami in remoto

Respondus, questo nuovo software di controllo per gli esami in remoto, sfrutta anche un sistema di proctoring, cioè un sistema di monitoraggio. Infatti, una volta avviata la sessione d’esame, il sistema inizia a registrare tramite webcam. Riprendendo sia il comportamento dell’utente che l’ambiente circostante, segnalando comportamenti sospetti qualora dovesse rilevarli. Ad esempio, se lo studente si alza in piedi, si gira o parla con qualcun altro. Il tutto, quindi, viene registrato e analizzato, così, terminato l’esame, il software fornisce al docente un’interpretazione del comportamento degli studenti. In questo modo, evidenti comportamenti scorretti sono segnalati immediatamente e, inoltre, il docente può revisionare la registrazione per un controllo più accurato.

Credit: Respondus

Respondus ha aiutato o ostacolato gli studenti durante gli esami?

Varie sono le università italiane che hanno deciso di adottare Respondus, il software di controllo per gli esami in remoto. Gli studenti, però, non sono molto soddisfatti di questa scelta. Infatti, Respondus ha creato numerosi disagi durante gli esami. Questi problemi, spesso, sono stati risolti dai professori, anche tramite soluzioni alternative. Il problema, però, rimane. Gli studenti continuano a sostenere esami in cui il programma smette di funzionare improvvisamente o non registra correttamente le risposte date. Numerose sono le testimonianze di studenti costretti a ricominciare l’esame a causa di una chiusura improvvisa del browser. Un disagio che contribuisce ad aumentare l’ansia e la tensione per l’esame e che, dall’altro lato, fa diminuire la concentrazione dello studente. Inoltre, comunicazioni o eventuali chiarimenti in merito all’esame, vengono date dal docente in una virtual classroom di supporto apposita. Questa non sempre viene tenuta d’occhio dallo studente, già impegnato a sostenere la prova. Se poi, il software non registra le risposte date, è necessario rifare l’esame o sostenere un orale integrativo. Tutto questo, ovviamente, non agevola lo studente.

Molte università hanno optato per Respondus, un software per il controllo degli esami in remoto. Cosa ne pensano gli studenti?

Respondus è utile per il controllo degli esami in remoto?

Questi disagi non sono una tantum degli esami in remoto e, nonostante, siano trattati tempestivamente e al meglio dai docenti, rappresentano comunque un grosso problema. Il monitoraggio di Respondus è senz’altro utile ed efficace, però, rimane il problema dei vari malfunzionamenti. In questi casi, gli studenti devono fare affidamento al buon senso dei professori che, fortunatamente, spesso riescono a trovare soluzioni alternative. La domanda da porsi, dunque, è: vale veramente la pena usare Respondus? Sicuramente, non è facile gestire un ateneo universitario in una situazione straordinaria come quella che stiamo vivendo. L’uso di programmi come Respondus, software di controllo per gli esami in remoto, agevola notevolmente la gestione delle varie attività. Ma nel momento in cui questo non funziona correttamente e crea problemi agli studenti, è necessario ricercare soluzioni alternative. Soprattutto, quando questi disagi sono continui e prolungati nel tempo.

Insomma, il covid a costretto tutti (studenti, professori e gli atenei stessi) a fronteggiare situazioni complesse. Molte soluzioni sono state trovate e non sempre si sono rivelate efficaci ma, anzi, controproducenti. Non possiamo che augurarci che questa situazione finisca prima possibile e che, nel frattempo, si riesca a trovare una soluzione migliore a tutela degli studenti.

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