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Referendum sull’eutanasia: da oggi è possibile firmare online

Referendum, da oggi si può firmare anche online: con il voto per l'eutanasia legale inizia una nuova transizione digitale dell'Italia.

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A partire da oggi si potranno firmare i referendum online: l’annuncio è arrivato poco fa dall’associazione Luca Coscioni, che ha lanciato la piattaforma per votare in digitale a favore dell’eutanasia legale.

Firmare il referendum online: come funziona?

Per poter partecipare online a un referendum è necessario essere in possesso dell’identità digitale (SPID) e della carta d’identità elettronica per potersi identificare come elettore. I cittadini non dovranno più recarsi personalmente nelle sedi di voto fisiche. Una soluzione di cui si parlava da anni e che, finalmente, sta per essere messa ufficialmente in funzione.

La piattaforma per firmare online il referendum sull'eutanasia.
La piattaforma per firmare online il referendum sull’eutanasia.

Sì, perché al momento non esiste una piattaforma governativa, ma solo un sistema telematico voluto dall’associazione Coscioni. Il sistema ufficiale entrerà in funzione solo a gennaio 2022, ma nel frattempo si può già votare online per il referendum sull’eutanasia legale. La votazione terminerà il 30 settembre e, perché la richiesta diventi realtà, si dovranno raggiungere 500mila firme. Dalle 18:30 di oggi ci si potrà collegare alla piattaforma di voto dell’associazione e apporre la propria firma.

La firma digitale da oggi è finalmente realtà. Si tratta di una decisione storica, di una riforma epocale. Con il digitale si supera il meccanismo discriminatorio dell’autentica, oltre che gli ostacoli previsti da una legge di oltre 50 anni fa, come la vidimazione dei moduli e le procedure vessatorie per la certificazione delle firme, e si evita, qualora dovesse peggiorare la situazione sanitaria, di dover uscire di casa per fare politica

Da una nota dell’associazione Luca Coscioni

Non solo i referendum, ma anche le leggi di iniziativa popolare potranno essere sottoscritte online. Una svolta che si può definire epocale, dal momento che il nostro paese è tra i pochi in Europa in cui la pratica di voto digitale non è ancora affermata. Questa scelta permette di superare molti ostacoli e di facilitare il voto a molte persone. L’emendamento approvato prevede che i promotori possano, finché non sarà attiva la piattaforma governativa, raccogliere le firme con un sistema predisposto da un ente certificatore convenzionato con l’Agid (Agenzia per l’Italia Digitale). In assenza di Spid o carta d’identità elettronica, si può prevedere un’identificazione da remoto.

La situazione eutanasia in Italia

La lotta per l’eutanasia legale è un tema molto delicato e di cui si parla da anni. Attualmente questa pratica è illegale in Italia, anche se con la sentenza 242/2019 è possibile procedere col suicidio medicalmente assistito. In questo caso l’aiuto del medico deve essere indiretto, ovvero non ci deve essere somministrazione di un medicinale letale, anche se il paziente è consenziente. Per richiedere il suicidio medicalmente assistito devono verificarsi 3 condizioni:

  • la persona che ne fa richiesta deve essere capace di intendere e di volere;
  • deve avere una patologia irreversibile e portatrice di gravi sofferenze fisiche o psichiche;
  • deve sopravvivere con strumenti di sostegno vitale.

Ma chi decide se sono soddisfatte queste condizioni? Ad esserne incaricato è il comitato etico del territorio in cui si trova il paziente. Ciò significa che la persona malata non è libera nella scelta, e la sua decisione è in mano al parere di estranei.

L'eutanasia "attiva" non è ancora legale in Italia.
L’eutanasia “attiva” non è ancora legale in Italia.

L’associazione Luca Coscioni è un’organizzazione no profit di promozione sociale, che ora si trova in prima linea nella battaglia per ottenere una legge per legalizzare l’eutanasia e lasciare al paziente la totale scelta. Nel dettaglio, il referendum attivo in queste ore richiede una parziale abrogazione dell’articolo 759 del codice penale così da realizzare la cosiddetta “eutanasia attiva”. L’associazione è attiva anche su molti altri fronti, come quello della fecondazione assistita, della libertà della ricerca scientifica, della libertà di aborto e contraccezione e dell’uso legale della cannabis. Ogni tema su cui è impegnata l’associazione prevede un certo numero di iniziative a favore dei cittadini che promuovono appelli o iniziative giudiziarie