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Realtà Virtuale: a Napoli la prima lezione universitaria

In questo periodo difficile e critico sia il mondo del lavoro che il mondo dell’istruzione hanno avuto l’obbligo di riorganizzarsi. Chi era nella posizione per farlo ha cominciato a lavorare da casa mentre le scuole hanno cominciato ad organizzarsi per permettere agli studenti di continuare a seguire le lezioni, studiare e perfino completare il percorso di studio laureandosi. In particolare è l’Università “Parthenope” di Napoli che merita una menzione speciale. Perchè qui per la prima volta in italia si è tenuta una lezione in realtà virtuale.

Aula della lezione tenutasi all’Università di Napoli tramite la realtà virtuale.
Credits: napolitoday.it

A capo di questa iniziativa c’è Carlo Alberto Zaccagnini, project manager di Citynews, che per primo aveva testato AltSpace VR. Riconoscendoci un grande potenziale ha coinvolto il professore Gianluca Arnesano. In una settimana sono riusciti ad avere pronto un sistema di streaming live, un sistema di regia in grado di assemblare in tempo reale grafica e video, due docenti e una classe di giovani universitari che si sono prestati all’esperimento.

La  piattaforma è di Microsoft e tra le opzioni disponibili sul mercato ha consentito di strutturare la docenza in realtà virtuale, con tanto di classiche slide, e ingaggiare gli Studenti a partecipare in modo relativamente semplice.

Parthenope e la realtà virtuale

La lezione ha avuto come professore Gianluca Arnesano dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, in relazione all’esame di Digital Marketing del corso di Marketing e Management Internazionale, e Zaccagnini come ospite. La lezione, della durata di due ore, si è svolta completamente nell’ambiente virtuale offerto da Microsoft e non sono mancate alzate di mano e domande da parte degli studenti oltre alle classiche slide ‘proiettate’ su uno schermo gigante.

[bquote by=”Gianluca Arnesano”] Il corso è cominciato a marzo e quindi in pieno lockdown e io non ho ancora mai visto i miei studenti. Di slide e presentazioni ne avevamo abbastanza per i prossimi 5 secoli. Ho compreso che quello che mancava (a me e a loro) era il calore della classe, dello stare nello stesso posto”[/bquote]

Ovviare all’inefficienza del digitale

In aula c’erano 55 studenti e quasi altrettanti hanno seguito la diretta in streaming su youtube. Il grande limite degli appuntamenti formativi online, tuttavia, è che per classi superiori alle 30-50 persone è digitalmente impossibile avere un contatto visivo rilevante con tutti gli studenti. Vengono a mancare le dinamiche tipiche di una lezione in aula. Ogni studente viene ridotto a pochi pixel sullo schermo.

L’intuizione visionaria abbracciata da Gianluca Arnesano è stata quella di bypassare l’inefficienza del digitale per ricreare quella sensazione di ambiente comune, di spazio condiviso, in cui interagire con gli studenti.

Credit: napolitoday.it

Quello che poi ha stupito Zaccagnini e Arnesano è stato che alla fine della lezione gli studenti si sono trattenuti a scambiare due chiacchiere con loro. In modo del tutto naturale si sono ritrovati a chiacchierare all’esterno dell’aula su un terrazzo virtuale. Slegati dalle gerarchie, disposti in circolo come sarebbero stati nella realtà e uniti dall’interesse comune.

[bquote by=”Carlo Alberto Zaccagnini”]Essere presenti ‘fisicamente’ pur rimanendo a casa propria è qualcosa che nessuno di noi aveva mai provato prima nel profondo. Siamo spesso stati delle facce messe in mosaico su uno schermo ma non ci siamo mai mossi veramente in un ambiente utilizzando atteggiamenti umani come disporsi ordinatamente nella sala o mettersi in circolo intorno ad una persona che parla.[/bquote]

Realtà Virtuale: AltSpace VR

Ovviamente non tutti gli studenti sono in possesso di un oculus tramite il quale partecipare ad una lezione in realtà virtuale. Consapevoli di ciò è stato necessario avvalersi di una piattaforma come AltSpaceVR che consentisse la fruizione della lezione anche con un semplice pc.

Gli Avatar

Appena si prova ad utilizzare questa piattaforma si nota la sua particolarità. AltSpace VR non aspira minimamente al realismo nè con gli avatar nè con le ambientazioni. Proprio gli ‘omini’ che dovrebbero rappresentarci sono tutt’altro che iper-realistici, ma bensì ricordano proprio la grafica degli avatar utilizzati dalla piattaforma Nintendo Wii. Questo perchè lo scopo principale della piattaforma è quello di privilegiare il dialogo tra persone.

Studi dimostrano che i tentativi di simulazione iper-realistica azzardati da alcune piattaforme hanno in realtà incontrato un certo senso di rifiuto da parte degli utenti, un’inadeguatezza di fondo.

Gli avatar di AltSpaceVR funzionano paradossalmente proprio perché lontani dalla realtà, presi dalla grammatica visuale dei videogiochi più che da un distopico tentativo di virtualizzare persone in carne ed ossa. La presenza di questi avatar, facilmente personalizzabili da ogni studente, consente ai partecipanti di vivere l’esperienza formativa con una meccanica di gioco che tiene l’attenzione alta. Un ambiente che non ha la pretesa di sostituire la realtà, ma solo di integrarla.

L’audio

Degna di nota è anche la questione audio, di come questo importantissimo, ma a volte sottovalutato aspetto, sia stato trattato. L’audio spaziale contribuisce massicciamente a sentirsi immersi, pur senza visore, all’interno delle stanze. Si percepiscono distintamente le provenienze delle voci, se qualcuno ti chiama, ti giri immediatamente nella giusta direzione senza guardarti intorno nemmeno un attimo. Oppure è possibile avvicinarsi ad una persona per ascoltarla meglio nel caso in cui il volume risultasse troppo basso.

Si tratta di un mondo virtuale fruibile sia tramite un normale pc che tramite dei visori immersivi come gli oculus. L’esperienza è bella, godibile e immediata e la mancanza di realismo nella grafica contribuisce a sentirsi in un posto ‘astratto’. 

Quello a cui hanno contribuito Zaccagnini e Arnesano è stato ricreare una location bella e ispirazionale in cui fare didattica ma soprattutto stare assieme. Chiaramente tale soluzione di docenza in realtà virtuale non è esclusiva, ma integrativa perchè le lezioni precedenti si sono tenute in videoconferenza ‘tradizionale’ e così saranno anche molte delle prossime. Quelle post-Covid invece torneranno poi ad essere svolte regolarmente in aula.

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