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Raspberry Pi Zero 2W, un mini SBC quad-core per 15€

Il 28 ottobre è stato presentato ufficialmente dalla fondazione Raspberry Pi. Condivide l’architettura con il più grande Pi 3 ma ha le stesse dimensioni miniaturizzate del Pi zero W.

Categorie Inside IT · La macchina di Turing

I Single Board Computers come il nuovo Raspberry Pi Zero 2W sono una base elettronica per prodotti e prototipi. Si sa, c’è sempre un alone di hype quando la fondazione Raspberry Pi annuncia un nuovo prodotto. Stavolta si tratta del nuovo ed atteso successore della serie “Zero”, caratterizzata da dimensioni e costi ridotti all’osso, anche per i ristretti standard dei SBC. A giustificare questo hype è la certezza, da parte degli utenti, di vedere queste schede utilizzate per i progetti più disparati, con un supporto da parte di sviluppatori terzi e della community di makers che non ha eguali, vero punto di forza della compagnia.

Il Raspberry Pi Zero 2W

La novità è da ricercare principalmente nel nuovo SoC composto dal processore Broadcom BCM2710A1, caratterizzato da quattro core a 64-bit ARM Cortex-A53 a 1GHz. Miniaturizzare un SoC con prestazioni al pari del Raspberry Pi 3 non è impresa facile; è stato possibile integrando la RAM nello stesso package del SoC. Questa tecnica è chiamata system-in-package (SiP). La fondazione afferma che il processore aggiornato è più veloce del 40% nelle operazioni single-thread, e di 5 volte nelle operazioni multi-thread, rispetto al primo Raspberry Pi Zero single-core.

SoC di Raspberry Pi Zero 2W. Fonte: RaspberryPi
SoC di Raspberry Pi Zero 2W. Fonte: RaspberryPi

Test indipendenti hanno dimostrato che il Raspberry Pi è capace anche di superare abbondantemente le promesse ufficiali in test specifici come compressione dati 7-Zip, video Encoding e OCR (Optical Carachter Recognition), arrivando a segnare benchmark fino a 10 volte superiori al precedente modello, il tutto mantenendo un consumo energetico a tratti comparabile. Infatti in idle, ovvero con il minimo dei processi attivi, il consumo è inferiore a 100 mAh.

Il Pi Zero W si accontenta di circa 75 mah, mentre il Pi3B+ assorbe ben 350 mah. Discorso diverso a pieno carico con uno stress-test come stress-ng, durante il quale non supera mai i 450mah (il Pi3B+ assorbe quasi 650mah), ma si distacca notevolmente dal primo RPi Zero W, che si ferma a circa 125 mah e prende il podio se si considerano i numeri assoluti. Rapportato alle prestazioni il nuovo Pi 2 Zero W è campione di efficienza, surclassando i predecessori di un notevole margine e distaccandosi anche dal relativamente nuovo Raspberry Pi 4B.

Il Raspberry Pi Zero 2W. Fonte: RaspberryPi
Il Raspberry Pi Zero 2W. Fonte: RaspberryPi

Il tutto si traduce in una scheda adatta ai progetti che necessitano di essere alimentati a batteria ma hanno bisogno di più “forza bruta” rispetto al Pi Zero W per calcoli più rapidi, o perché no, per divertirsi con l’emulazione di titoli per console più moderne. Non trascuriamo inoltre la compatibilità della CPU con codice a 64bit, che si sta affermando come lo standard in tutto il mondo dei calcolatori; è quindi importante anche per una SBC per garantire la compatibilità con il software odierno e degli anni a venire.

Dove acquistarlo?

Il Raspberry Pi 2 Zero è distribuito in Italia ufficialmente da melopero.com, kubii.it e okdo.com a un prezzo variabile tra 15,99€ e 16,90€. Al momento della scrittura di questo articolo risulta esaurito su tutte e tre le piattaforme, probabilmente a causa della “carestia” globale di semiconduttori che i produttori stanno affrontando.

Cosa non è cambiato?

Punto controverso è la scelta di includere soli 512MB di RAM, come nel precedente modello. A detta della fondazione la limitazione è dovuta alla tecnica “system-in-package” usata e non possiamo aspettarci in futuro una versione da 1GB o più, come è avvenuto per il Raspberry Pi 4.

Questo limita sostanzialmente gli scenari di utilizzo, specialmente nelle applicazioni come mini server o se è necessaria un’interfaccia grafica; ricordiamo infatti che parte della RAM è usata dal processore grafico e quindi difficilmente vedremo questa scheda in applicazioni che non siano headless, ossia senza un monitor.

WiFi 2.4ghz

Ricordiamo che la W nel nome sta per wireless, ovvero sottolinea la presenza di WiFi e Bluetooth integrato, per distinguerlo dal Raspberry Pi Zero (senza W, ossia senza dispositivi wireless). Per questo modello è stato fatto un aggiornamento marginale ai componenti wireless per rispettare un più vasto numero di standard RF, ma continua a mancare il supporto a reti da 5 ghz. Bisognerà accontentarsi della “collaudata” rete a 2.4 ghz.

Come gli “Zero W” precedenti, il Pi Zero 2 W misura 65mm × 30mm e possiede le stesse porte e componenti I/O del precedente modello:

  • Wi-fi 2.4 GHz IEEE 802.11b/g/n;
  • Bluetooth 4.2, Bluetooth Low Energy (BLE);
  • Micro-USB 2.0 On-The-Go (OTG);
  • Mini-HDMI;
  • Micro-USB per l’alimentazione;
  • GPIO 40 pin – compatibile HAT
  • Slot per scheda microSD
  • Connettore per telecamera/fotocamera CSI-2

Altra nota dolente è l’occasione persa per aggiornare le porte usb con il nuovo standard USB-C, più robusto e diffuso del vecchio micro-usb, nonché compatibile con USB 3.0, ancora assente sulla linea “Zero”. Per consolarci, grazie a questo avremo piena retrocompatibilità con gli accessori e case del modello precedente.

I competitor del Raspberry Pi Zero 2W

Uno dei concorrenti più interessanti è il Radxa Zero, introdotto a Giugno 2021. Esso possiede un processore da ARM Cortex-A53 quad-core a 1,8 ghz e una grafica ARM Mali-G31 MP2. Promette prestazioni equiparabili al 70% di quelle di un Raspberry Pi 4 e quindi anche superiori a quelle del RPi Zero 2 W; inoltre, fa uso delle nuove porte USB-C, delle quali una compatibile con USB 3.0 e vanta ben 4 configurazioni:

  • 512MB di RAM con WiFi 4 e Bluetooth 4 a $15
  • 1GB di RAM con WiFi 4 e Bluetooth 4 a $20
  • 2GB di RAM, 8GB di archiviazione eMMC con WiFi 5 e Bluetooth 5 a $30
  • 4GB di RAM e 16GB di archiviazione eMMC con WiFi 5 e Bluetooth 5 a $45

Distribuito in Italia da Allnet Italia, dove non risulta ancora disponibile, in Germania da innet24.de e shop.maker-store.de dove però risulta costare circa 10€ in più rispetto alla conversione dal dollaro e infine in Cina da shop.allnetchina.cn dove al momento della scrittura di questo articolo molti modelli risultano esauriti.

Altro concorrente è il Banana Pi BPI-M2 ZERO, basato su CPU Quad-core Cortex-A7 a 1 ghz, ha 512 MB di RAM e lo stesso form factor e layout del piccolo Raspberry. Si posiziona ai piedi della classifica in quanto a prestazioni, essendo stato creato per competere con il primo Raspberry Pi Zero. Una chicca: ha i tasti di accensione e reset incorporati, una rarità su queste schede. Prodotto da SINOVOIP e distribuito su Taobao.com, Alibaba.com e aliexpress.com ha un prezzo variabile tra i 15€ e 35€ a seconda del venditore

Applicazioni creative

Con questo concentrato di potenza arriva una grande responsabilità: metterla in uso! Una volta superato il principale limite del primo, col Raspberry Pi Zero 2W ci aspettiamo di vedere nuovi handheld capaci di far girare gli stessi emulatori delle SBC più grandi, robot capaci di valutare e reagire più in fretta all’ambiente che li circonda e smartcam più definite grazie alla potenza di calcolo di queste nuove mini SBC.

Il nuovo Raspberry Pi Zero 2 W non sarà rivoluzionario se si pensa ai suoi concorrenti già esistenti sul mercato ma rappresenta un nuovo punto di riferimento per questo formato e per i SBC low-cost in genere, grazie a una solida community e al supporto garantito dalla fondazione Raspberry Pi. I concorrenti come il Radxa Zero dimostrano che su questo form factor si può ancora lavorare e forse si sarebbe potuto osare di più, specialmente rispetto alla capacità della RAM.

A ogni modo la generale mancanza di disponibilità di queste schede mette in evidenza una problematica più vasta e una gatta da pelare, quella del reperimento di semiconduttori, che è arrivata a coinvolgere anche questo settore.

Articolo a cura di Francesco Porcelli