A New York, a giugno di quest’anno, si è giocata una partita molto importante. Noa Ovadia, campionessa di dibattiti in carne e ossa, e Project Debater si sono sfidati nell’attività del dibattito. Il Project Debater della IBM ha vinto nettamente un primo scontro a parole e ha perso, ma soltanto di strettissima misura, un secondo duello.

Ma perché il dibattito rappresenta un passo così importante nel campo delle Intelligenze Artificiali? Perché l’intreccio degli argomenti è decisamente affare assai più delicato, ricco di sfaccettature, complessità e interazioni rispetto ai soliti games con regole chiare e prevedibili che una macchina può affrontare.

Project Debater è nato nel 2011 sotto la direzione di Ranit Aharonov, nel laboratorio IBM di Haifa, in Israele, scelto tra 30 progetti di AI allora considerati. Lo scopo è ben preciso: eccellere nella cosiddetta “computational argumentation”, vale a dire nella capacità di conoscere a fondo un soggetto, delineare una posizione sulla questione e infine difenderla da critiche e attacchi.

Ma cos’è successo?

Project Debater è stato in grado di sfidare due “giocatori” in carne ed ossa perdendo il primo round, ma vincendo nettamente il secondo. Il computer, per la sua discussione, ha fatto leva sull’accesso a 300 milioni di fonti e ha però dovuto scegliere le informazioni adeguate, organizzare il materiale e trasformare infine il tutto in argomentazioni coerenti, incisive e brevi.

Il primo scontro prevedeva una discussione sulla validità delle esplorazioni spaziali e vedeva come avversario Noa Ovadia. Quest’ultima ha persuaso due persone facendo meglio del computer. Il secondo round invece riguardava l’argomentazione dei pro e dei contro della telemedicina. La rivalsa dell’intelligenza artificiale è stata drammatica ed ha convinto ben nove membri del pubblico che la tele-medicina va usata di più.

A seguito delle conclusioni esposte da entrambe le parti, un sondaggio istantaneo tra il pubblico ha mostrato che la maggioranza degli ascoltatori riteneva che Project Debater avesse elementi di conoscenza rilevanti sul tema affrontato.

Ciò che ha impressionato l’uditorio è che un sistema di intelligenza artificiale impegnato in un dibattito assieme ad un esperto umano, abbia ascoltato le sue argomentazioni e abbia risposto in modo convincente con il proprio ragionamento senza un copione prestabilito.

Come Funziona?

Project Debater è in grado di immagazzinare una mole elevata di informazioni, di costruire un discorso ben strutturato su un tema, di ascoltare il suo interlocutore e di replicare alle obiezioni senza seguire un copione prestabilito. Scopriamo insieme nel dettaglio come funziona.

Il dibattito

Project Debater e la sua controparte umana presentano ciascuno un’apertura di quattro minuti, seguita da una confutazione di quattro minuti e una dichiarazione di chiusura di due minuti. È importante notare che l’argomento del dibattito non è noto in anticipo e Project Debater non è preparato su alcun argomento specifico.

Come impara un argomento

In realtà, non apprende un argomento, ma è molto bravo a creare rapidamente una narrativa persuasiva basata sui dati disponibili. Al sistema di Debater è stato insegnato a discutere argomenti non familiari. Quindi, può discutere su molti argomenti diversi, purché siano ben coperti dal corpus massiccio che il sistema utilizza, che comprende centinaia di milioni di articoli di numerosi giornali e riviste noti.

Ma cos’è il corpus? Il dizionario lo definisce come “una raccolta di testi scritti, in particolare l’intero lavoro di un particolare autore.” In questo caso, è una collezione di documenti molto grande.

Come compone un argomento

Dato un argomento, il sistema di Debater scandaglia il suo enorme “corpus” di conoscenze alla ricerca dei punti e delle prove più rilevanti per supportare o contestare l’argomento. Quindi sceglie gli argomenti più convincenti, diversi e ben supportati e li organizza per costruire una narrativa persuasiva completa.

Ascolta davvero gli umani?

Sì, ascolta usando Watson Speech to Text. Il sistema identifica concetti chiave e permette a Debater di prepararsi alla confutazione mentre il suo avversario sta parlando. Project Debater può ascoltare e digerire discorsi lunghi e continui fino a quattro minuti.

Dotato di tre capacità innovative

Project Debater è dotato di tre capacità innovative: scrittura ed esposizione di un discorso basato sui dati; ascolto e comprensione attraverso l’identificazione di affermazioni chiave in un discorso lungo e continuo; realizzazione di un grafico di conoscenza unico sui dubbi manifestati dall’uomo per consentire ragionamenti etici. 

Perché insegnare ad una macchina a discutere?

Culturalmente, le origini del dibattito non stanno nel conflitto e nella competizione, ma nella democrazia e nella discussione. Il dibattito arricchisce il processo decisionale, aiutando le persone a valutare i pro e i contro di nuove idee e filosofie. Si trova al centro della società civile.

“Discutiamo non solo per convincere gli altri delle nostre opinioni, ma anche per capire e imparare dalle rispettive opinioni. In futuro, crediamo che le macchine saranno in grado di aiutare gli esseri umani con molte decisioni importanti che facciamo quotidianamente.”

Project Debater è una tecnologia AI sviluppata da IBM Research che mira ad espandere le menti umane attraverso un dibattito imparziale. I ricercatori IBM stanno esplorando i confini dell’IA insegnando ai computer a creare punti di vista avvincenti e meglio informati. L’obiettivo è costruire un sistema che aiuti le persone a prendere decisioni basate su prove quando le risposte non sono nero su bianco. Non si tratta di sfidare l’uomo, ma di aiutarlo a prendere decisioni migliori e ben ponderate.

Il test condotto a San Francisco rappresenta un passo significativo nel progresso dell’intelligenza artificiale: grazie a queste nuove funzionalità, questa intelligenza artificiale potrà interagire ancora più naturalmente ed in modo empatico con le persone, rendendo più efficace il supporto alle decisioni umane. Project Debater funziona così da “facilitatore”, per far circolare pensieri, opinioni, punti di vista e arrivare a una sintesi efficace. Un “thinker” al servizio di pensatori in carne e ossa.

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