A cura di Arianna Parisi

Un ingegnere elettronico con master in cybercrime e informatica forense, un consulente tecnico forense ed un’esperta in funding e start-up. Queste sono le menti che hanno ideato MyTutela, un’applicazione che tramite algoritmi di calcolo permette di raccogliere le evidenze digitali di reati come stalking, molestie e cyberbullismo.

Il MyTutela, compatibile con Android e prossimamente anche con iOS, è completamente gratuita, ed è stata sviluppata da tre italiani: Marco Testi, Marco Calonzi e Susanna Testi.
Il cyberbullismo è un fenomeno molto diffuso in tutto il mondo. Credits: www.panorama.it

L’applicazione è stata presentata al tavolo permanente interistituzionale presso il tribunale di Roma. MyTutela vuole rendere semplice il processo di denuncia per stalking e agire da deterrente per chi tenta, attraverso gli strumenti di comunicazione digitale, di recare violenza ad un’altra persona. Le statistiche dimostrano infatti, che le vittime ricevono la maggior parte delle molestie tramite cellulare, eppure fino a oggi non era ancora stata sviluppata un’applicazione in grado di raccogliere i dati necessari per sporgere denuncia.

Ma come funziona?

Il MyTutela, compatibile con Android e prossimamente anche con iOS, è completamente gratuita, ed è stata sviluppata da tre italiani: Marco Testi, Marco Calonzi e Susanna Testi.
Homepage del sito MyTutela. Credits: www-mytutela.it

Si tratta di un’applicazione gratuita che permette alla vittima di monitorare il ‘persecutore’ inserendo il suo numero di telefono e l’indirizzo e-mail. Attualmente, quando una persona decide di denunciare gli abusi, deve procurarsi le prove manualmente, registrare telefonate, trascrivere chat e ricordare i luoghi e le circostanze degli eventi accaduti.

Con MyTutela tutto questo viene gestito da algoritmi che offrono una validazione forense garantendo l’autenticità delle fonti di prova. Tali algoritmi si occupano di archiviare chat, messaggi audio e chiamate e creano dei veri e propri report (che avranno lo stesso valore dei file originali) pronti per essere presentati alle autorità in sede di denuncia, senza dover ricorrere ad un perito informatico.

A nulla servirà cancellare tutto

Una persona vittima di cyberbullismo. Credits: www.siracusatimes.it

“L’idea ci è venuta perché, dopo dieci anni di consulenza in questo campo, abbiamo pensato che fosse utile un sistema di archiviazione dei dati che permettesse di non perderli più — spiega Marco Calonzi — Ci è sembrato un modo non solo per aiutare chi dovrà istruire il processo, ma anche le vittime a prendere coscienza di quello che sta accadendo.”

A nulla servirà cancellare tutto, non soltanto sul proprio smartphone ma anche eventualmente su quello della vittima. Non solo, ma l’app avviserà anche proattivamente il proprietario dello smartphone quando i messaggi saranno troppi o conterranno minacce esplicite, indicando anche i reati per cui si potrebbe denunciare il molestatore.

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