L’Agenzia delle Entrate vuole sapere tutto | Arriva una nuova imposizione sui pagamenti elettronici: bisogna comunicare tutto

Agenzia delle Entrate e POS

Il controllo dell'Agenzia delle Entrate sui pagamenti POS (Canva-Depositphotos foto) - www.systemscue.it

La nuova disposizione dell’Agenzia delle Entrate mette in guardia tutti i venditori. Bisognerà comunicare ogni singola informazione nel dettaglio

I pagamenti elettronici sono ormai sempre più parte integrante della nostra quotidianità, avendo quasi completamente superato, in termini di utilizzo, i classici pagamenti effettuati con il contante.

La principale caratteristica di questa nuova forma di pagamento, infatti, è l’impiego unico di strumenti digitali quali carte di credito, carte di credito, oppure direttamente i propri smartphone, in sostituzione del così detto “liquido“.

Si tratta di una pratica che garantisce vantaggi sia ai compratori, che ai venditori, in quanto comporta una maggior sicurezza, rappresentata dall’irrisorio rischio di furto, dalla maggior rapidità delle transazioni e dalla tracciabilità di ogni pagamento.

Quest’ultima in particolare rappresenta un aspetto d’importanza fondamentale. Il fatto che ogni singolo movimento risulti essere registrato, rappresenta un enorme punto a favore sia per il controllo della contabilità, sia per vigilare sulla trasparenza delle operazioni.

Un’ulteriore stretta

Il prossimo 1° gennaio 2026 si assisterà all’entrata in vigore di disposizioni totalmente inedite, in termini di transazioni elettroniche e della conseguente tracciabilità delle stesse. Ciò si colloca nell’ambito del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, diffuso a partire dallo scorso 21 marzo 2025, che impone l’obbligo per tutti coloro i quali forniscono sistemi di pagamento elettronico ai propri acquirenti, di comunicare uno specifico elenco di informazioni, correlate proprio all’utilizzo di tali dispositivi. Si tratta di una modalità che garantirà un passo significativo verso la digitalizzazione di tale processo, favorendo un più ampio monitoraggio delle operazioni economiche e di controllo fiscale.

Il comma 5 dell’articolo 22 D. lgs. 124/2019 già imponeva ai venditori prestatori di tale servizio la necessità di trasmettere precisi dati relativi ai dispositivi POS, come, per l’appunto, le operazioni che all’interno di esercizi commerciali, liberi professionisti e, in generale, imprese di lavoro autonomo venivano effettuate mediante l’utilizzo degli stessi dispositivi. Il 21 marzo 2025, dunque, ha rappresentato la data della svolta, in quanto il nuovo provvedimento esteso dall’Agenzia delle Entrate ha fornito dettagliate informazioni sui dati che l’acquirente dovrà necessariamente esporre all’attenzione del fisco.

POS
Pagamento con POS (Freepik foto) – www.systemscue.it

Le informazioni che il documento dovrà contenete

Nello specifico, vengono menzionati sia il codice fiscale dell’acquirente, sia quello dell’esercente, oltre che la sua partita IVA – qualora la stessa fosse disponibile -. Di fondamentale importanza è anche il codice identificativo del contratto che viene stipulato da venditore e compratore, oltre che il numero identificativo del medesimo rapporto contrattuale. Anche per quanto concerne il POS, è indispensabile che vengano fornite informazioni relative alla classificazione e all’identificativo unico del terminale di tale dispositivo. E’ altresì determinante specificare la data contabile in cui la transazione è avvenuta e l’ammontare complessivo, giornalmente parlando, delle operazioni che sono state svolte.

I venditori che si avvalgono di dispositivi POS dovranno comunicare mensilmente i dati relativi al loro utilizzo, più precisamente entro l’ultimo giorno lavorativo del mese che segue quello durante cui le operazioni si sono effettivamente svolte. Successivamente l’Agenzia delle Entrate disporrà l’accettazione o il rifiuto del dettagliato documento, che qualora non dovesse essere approvato, necessiterà di essere nuovamente inviato dall’operatore nel giro di 5 giorni lavorativi.