Oggi molti di noi sono abituati a scrivere al pc utilizzando la cosiddetta tastiera QWERTY (nome che deriva dalla lettura delle lettere corrispondenti ai primi 6 tasti della tastiera stessa). Tuttavia, questo non è l’unico layout disponibile. Uno tra i più veloci e più famosi è indubbiamente la tastiera semplificata Dvorak. Brevettata il 12 maggio 1936 da August Dvorak, consente di scrivere più rapidamente e con meno errori.

Oltre alla Dvorak sono stati brevettati altri layout, ancora più veloci di quest’ultima: il metodo Colemak, ideato nel 2006 da Shai Coleman (dove le lettere più frequenti sono poste in corrispondenza delle dita più forti). E la disposizione proposta da Michael Capewell.

Chi era Dvorak?

August Dvorak fu un professore e psicologo statunitense. Presentò la sua idea nel libro “Typewriting Behavior” studiando e analizzando le peculiarità della lingua inglese.

Dvorack scoprì che alcune lettere venivano utilizzate molto più frequentemente rispetto ad altre. Sulla base di questo principio, posizionò i tasti della tastiera in modo tale che le lettere potessero essere raggiungibili con più facilità.

Tastiera semplificata Dvorak. 1936 Credits: hackernoon.com
Tastiera semplificata Dvorak. 1936
Credits: hackernoon.com

Come funziona?

Tutte le lettere più utilizzate furono posizionate nell’area centrale della tastiera, quelle meno utilizzate nella zona “periferica”. Le vocali furono spostate nella riga in centro a sinistra (la cosiddetta home row). Così da consentire l’alternanza della mano sinistra con quella destra.

In questo modo è stato possibile ridurre il movimento delle dita sulla tastiera, arrecando minor stress alle articolazioni e ai muscoli. Con questo sistema la scrittura risultò più veloce, più fluida e meno stancante. Se pur si tratti di una disposizione realizzata ad hoc per la lingua inglese in molti concordano che questo layout risulti molto più facile e veloce da utilizzare anche nelle altre lingue, in particolar modo per l’italiano.

Nella figura, la lunghezza delle dita è proporzionale al lavoro svolto da ognuna di esse. Credits: reddit.com
Nella figura, la lunghezza delle dita è proporzionale al lavoro svolto da ognuna di esse.
Credits: reddit.com

Scrittura cieca

Usando i metodi di scrittura a tastiera cieca, se si trascurano le vocali accentate, che sono assenti, la lingua italiana trae dei benefici dalla mappatura Dvorak, ma emerge un problema per quanto riguarda la barra spaziatrice.

Innanzitutto la scrittura cieca è quella forma di dattilografia che prevede la battitura dei tasti guardando lo schermo (o, comunque, senza guardare la tastiera). Questo metodo di scrittura prevede la ripartizione della tastiera tra le due mani, con la barra dello spazio che è l’unico tasto che può essere usato da due dita, ovvero i pollici.

Per convenzione, se l’ultimo tasto premuto è stato digitato con la mano destra, lo spazio deve essere premuto col pollice sinistro. Viceversa, se l’ultima mano a digitare una lettera è la sinistra, sarà il pollice destro a pigiare lo spazio.

Detto ciò, quasi tutte le parole in italiano finiscono per vocale, le quali sono egualmente spartite nel lato destro e nel lato sinistro della tastiera Qwerty, permettendo quindi, di alternare i pollici nell’utilizzo della barra spaziatrice. Nella tastiera Dvorack, invece, le vocali sono posizionate tutte nella sezione sinistra. Quindi, tranne quando si digita un segno di punteggiatura o si scrivono parole che finiscono per quelle consonanti che sono premute con la mano destra, sarà sempre il pollice destro a digitare lo spazio, con un certo squilibrio tra l’uso delle due mani.

Dvorak layout heatmap Credit: xahlee.info
Dvorak layout heatmap
Credit: xahlee.info
Qwerty layout heatmap Credits: xhalee.info
Qwerty layout heatmap
Credits: xhalee.info

Perché utilizziamo la tastiera Qwerty?

La tastiera Qwerty fu inventata da Christopher Latham Sholes nel 1864. Quattro anni più tardi brevettò la prima macchina da scrivere, la famosa Type Writer.

Il noto layout della tastiera QWERTY è stato “progettato” un po’ più tardi, in risposta al problema di inceppamento delle macchine da scrivere: i martelletti di queste ultime si “aggrovigliavano” se impegnati troppo rapidamente l’uno dopo l’altro. Dato che i martelletti hanno maggiori probabilità di impigliarsi se utilizzati in rapida successione, una soluzione è rallentare il processo di scrittura.

Il metodo Qwerty permetteva certamente una rapidità di scrittura ma, volutamente, ne rallentava la scorrevolezza: in questo modo, scrivendo veloci ma non troppo, si evitava di inceppare le macchine.

Oggi, nell’era dei computer i vincoli meccanici sono scomparsi. La connessione tra i tasti premuti e le lettere che appaiono sullo schermo viene gestita dal software. Possiamo quindi modificare il layout della tastiera e ottimizzarlo per supportare al meglio il dattilografo.

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