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Google Search continua la sua evoluzione con una nuova funzionalità

Google continua la sua evoluzione con l'aggiornamento della funzionalità "About this result" di Search. Anche se per il momento solo in America, Google mostrerà agli utenti le relazioni dietro ai risultati di ricerca proposti.

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Google Search continua la sua evoluzione aggiornando la funzionalità “About this result” che consente di capire perché ci è stato proposto un determinato risultato di ricerca. La nuova funzionalità rientra nell’ottica di rendere un po’ più comprensibile il meccanismo dietro l’evolutissimo motore di ricerca di Big G. Infatti, nei risultati di ricerca troveremo dati sul perchè quella pagina ci viene mostrata in termini di parole correlate e collegamenti con altre pagine.

Un po’ di storia

Google è stata fondata nel settembre del 1998 da Larry Page e Sergey Brin, due studenti dell’università di Stanford. La loro idea originale era creare un motore di ricerca più performante basato sullo sfruttamento delle relazioni con pagine web già esistenti. Ben presto il nuovo motore di ricerca si fece largo fra gli altri concorrenti, tra cui Yahoo, MSN, diventando in poco tempo il più diffuso fra gli strumenti del web.

Google tuttavia affermato la sua presenza nel mercato e nel web non solo grazie alle ottime capacità di ricerca ma soprattutto creando un vasto ecosistema di strumenti a disposizione delle persone. Dalla posta elettronica all’archiviazione online, da Android fino alla creazione di dispositivi come computer tablet e all’integrazione nella domotica.

Google è stata fondata nel 1998 e da allora si è affermata per la sua efficace ricerca sul web.

Come funziona la ricerca su Google

Google, come molti altri motori di ricerca, funziona grazie a tre meccanismi principali oltre al proprio algoritmo di indicizzazione che però non è ovviamente noto.

  • La scansione. Programmi, chiamati crawler, vanno alla ricerca di nuove pagine nel web e creano una tabella in cui ad ogni nuova pagina viene associato il suo Uniform Resource Locator (URL).
  • L’indicizzazione. La tabella creata prima viene quindi popolata di altre informazioni che i crawler sono in grado di estrarre dalle diverse pagine web. Sulla base di queste informazioni, si costruisce il cosiddetto indice, una sorta di grande elenco in cui poter cercare informazioni.
  • Pubblicazione dei risultati. L’ultima fase è quella della ricerca: quando un utente avvia una ricerca su Google, il motore elabora la risposta a partire dall’indice e predisponendo i risultati basandosi su numerosi fattori. Fra questi sicuramente la lingua e la posizione ma anche dati di profilazione dell’utente per poter mostrare solo contenuti più pertinenti alle proprie preferenze.

Con il passare degli anni Google ha affinato enormemente la propria capacità di profilazione grazie alla vasta presenza in numerosi servizi del web. Fra questi ci sono da ricordare tutti i prodotti relativi al marketing e alla pubblicità che, seppur dovrebbero garantire la profilazione anonima, molte ricerche hanno dimostrato essere in grado di correlare profilazioni e utenti.

La nuova funzionalità in Google Search

Nel corso di quest’anno Google aveva già lanciato “About this result” per controllare l’origine delle informazioni provenienti da Wikipedia. Con questa nuova funzione, l’azienda vuole rendere ancora più chiara la sua modalità di ricerca, restituendo informazioni relativi alle correlazioni con le parole usate dall’utente.

La nuova funzionalità “About this result” che permetterà di capire meglio i risultati di ricerca di Big G.

Nella pagina dei risultati saranno presenti i classici tre puntini che indicano la presenza di opzioni aggiuntive e fra queste “About this result”. La funzionalità ci renderà, pertanto, più semplice capire come mai tale risultato ci sia stato proposto da Google. Ciò rientra nel piano di aumentare la coscienza di quello che si fa sul web, capendo quindi come scateniamo la produzione di risultati sul web ed eventualmente migliorare la nostra capacità di ricercare informazioni.

Al momento attuale la funzione è disponibile solo in America e solo per i contenuti in lingua inglese. Tuttavia è probabile che nei prossimi mesi venga rilasciata anche nel nostro paese e per pagine di lingue diverse. Un passo decisivo nell’educazione al web che risulta, purtroppo, ancora poco ben utilizzato.

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