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Giphy: l’ultimo acquisto di Facebook

Il monopolio Facebook colpisce ancora. Questa è la volta di Giphy, la famosa piattaforma per la ricerca di GIF già usata da Instagram. Non sarà memorabile come l’acquisto di GitHub da parte di Microsoft ma l’operazione da 400 milioni di dollari (secondo Axios) è una bella mossa per Zuckerberg e prevede l’inserimento dei suoi 131 dipendenti nell’organigramma di Instagram.

Giphy: la raccolta di GIF più grande del mondo

Giphy

Giphy, fondata nel 2013 da Jace Cooke e Alex Chung, fornisce immagini animate per applicazioni come Facebook, Telegram, Whatsapp, TikTok, Twitter e iMessage. Infatti, Giphy, con i suoi 300 milioni di utenti attivi giornalieri che inviano circa 2 miliardi di GIF, è il più grande archivio di GIF presente su Internet.

L’idea è nata quando i fondatori, facendo colazione, riflettevano sulla crescente tendenza della comunicazione puramente visiva. Quando Chung e Cooke hanno lanciato Giphy per la prima volta, il sito web era esclusivamente un motore di ricerca per GIF. Secondo Chung, Giphy ha attratto circa un milione di utenti durante la sua prima settimana.

Giphy presenta ciò che i suoi fondatori chiamavano “ricerca conversazionale” in cui i contenuti vengono portati alle conversazioni degli utenti attraverso una casella di ricerca trovata nelle loro applicazioni di messaggistica.

“Il modo in cui vediamo le persone usare le GIF è esattamente il modo in cui le persone finiscono per avere conversazioni. Sono saluti: ciao, arrivederci, buongiorno. Quelle sono sempre tra le prime 20 ricerche. Poi sono le espressioni: ho fame, sono triste, sono stanco. E poi, una volta superato quel punto, si parla solo di eventi e intrattenimento attuali. Hai visto quello spettacolo ieri sera? Hai visto questo nelle notizie? Cosa sta succedendo con così e così? E questo è il prossimo passo della conversazione”, ha detto Chung.

L’affare di Facebook

Alex Chung CEO of Giphy
Chung, uno dei fondatori di Giphy in versione GIF

Giphy è integrata nei servizi Facebook mediante le aposite API. Whatsapp, Facebook e Messenger usano già Giphy da anni. Facebook tiene a dire che per il momento, non cambierà niente. Infatti, potremo continuare a usare Giphy come al solito, sia tramite le applicazioni che la utilizzano sia sul sito web e le app disposnibili sia per Android che per iOS.

L’acquisto di Facebook ha senza dubbi l’obiettivo di creare uno spazio in più per portare avanti la sua promozione. Le aziende possono comprare un canale dove caricare le proprie creazioni: è un modo di comunicare per rimanere vicini alle più giovani generazioni.

Ma non solo, i servizi che integrano Giphy nelle loro applicazioni danno accesso al loro “device tracking ID”. In questo modo Giphy riesce a rilevare le parole digitate per cercare le GIF e al numero id di chi le ha scritte. Questo permette la comprensione del customer journey e rendere la comunicazione con gli utenti e la pubblicità più efficace ed efficiente.

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Heidi Garcia
Laureata in Ingegneria Informatica all’Università di Firenze. Studentessa magistrale di Ingegneria Robotica e dell'Automazione all'Università di Pisa. Caporedattrice della sezione Tech CuE del network Close-up Engineering e presidente dell'AS Pisa di EUROAVIA (European Association of Aerospace Students). Grande passione per l’aerospazio, l'astronomia e l'elettronica.