Un attacco hacker, il più grande che la Germania abbia mai subito: è questo lo scenario che ha dovuto affrontare il governo tedesco. Centinaia di politici, giornalisti, musicisti, la stessa cancelliera Angela Merkel e il presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier sono stati hackerati. Tra i dati trafugati troviamo i loro scambi di e-mail, le loro chat, i dati personali e finanziari, i numeri di telefono e gli indirizzi privati, e anche le foto delle proprie vacanze, il tutto diffuso su Twitter.

In particolare, molti dei dati rubati sono stati pubblicati su un account Twitter che si autodefinisce “Security Researching – Artisti, satira e ironia“. Tra i pochi account seguiti da quest’ultimo, troviamo quello del sito anonymous.ru. Secondo alcune fonti, l’account in questione era già attivo nel 2015, e sarebbe stato intestato ad un youtuber, che ne avrebbe perso il controllo.

Non è quindi ancora chiaro se si tratti di un solo hacker, che sia riuscito a rubare il materiale in questione, oppure se i colpevoli siano più di uno.

Prima di proseguire però, è giusto chiarire il termine “hacker“. Spesso usato impropriamente dalla maggior parte delle persone, di per sé non ha una connotazione negativa. È corretto, invece, dire che esistono diversi tipi di hacker.

Un attacco su larga scala

Secondo alcune fonti, il partito più colpito sarebbe la Cdu con 405, tra parlamentari e politici, sotto attacco. Seguono la Spd con ben 294, i Verdi con 105, la Linke con 82 e la Fdp, a quota 28.

Angela Merkel al Bundestag, 12 dicembre 2018. Credits: Sean Gallup/Getty Images

Uno dei politici più colpiti è Robert Habeck: infatti, gli hacker avrebbero diffuso le conversazioni private con la sua famiglia. Tra le vittime c’è anche Juergen Resch, il capo della Umwelthilfe, della Protezione Ambientale, che sta vincendo la sua battaglia per imporre diversi divieti sul diesel nelle varie città.

Per individuare gli autori dell’attacco, sembra che il governo abbia chiesto aiuto all’Agenzia per la Sicurezza Nazionale Americana (NSA), e che i principali sospettati siano la Russia e la Cina. L’unico partito che manca all’appello, nell’elenco dei partiti attaccati, è proprio la destra populista Afd, e secondo i giornali locali, non sarebbe un caso.

Le falle attendono solo di essere trovate

Per trafugare i dati, dalle prime indagini pare che gli hacker abbiano sfruttato le vulnerabilità di Microsoft Outlook per accedere alle e-mail degli attaccati. Scoperta la password degli account e-mail, hanno tentato poi di accedere anche ai loro profili social, e ai vari account online, utilizzando la stessa password.

Non a caso, si consiglia sempre di utilizzare password diverse in giro per la rete, altrimenti scoperta una, scoperte tutte.

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