A cura di Giulio Montanaro

Bari, 14 Ottobre 2019: nell’Aula Magna dell’Ateneo Barese, L’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’ ha conferito la Laurea Honoris Causa in Informatica a Gastone Garziera, informatico, pioniere dell’Informatica Italiana e inventore del computer desktop così come lo conosciamo. Garziera contribuì con il P101 alle missioni Apollo nel calcolo delle orbite lunari e terrestri per mandare l’uomo sulla Luna.

Garziera è nato a Sandrigo, nella provincia di Vicenza. Si è diplomato perito elettrotecnico all’ITIS Alessandro Rossi di Vicenza nel 1961. Garziera iniziò a lavorare all’Olivetti subito dopo aver finito la scuola sottoscrizione di una lettera d’invito da Olivetti stessa: aveva solo 19 anni. Il suo primo lavoro è stato, alle dipendenze dell’ingegnere Giovanni De Sandre, nel team di Pier Giorgio Perotto per lo sviluppo di quello che poi sarebbe stato il primo personal computer commerciale della storia, inizialmente a San Giuliano Milanese.

L’Honoris Causa è stata presieduta dal nuovo rettore Stefano Bronzini insieme ai Direttori dei vari Dipartimenti, tra cui ovviamente il Dipartimento di Informatica, guidato dal Prof. Donato Malerba e dalla Prof.ssa Teresa Roselli. La laurea è stata conferita nello stesso mese in cui il famoso primo “computer desktop” compie 54 anni.

L’Olivetti Programma 101

Il Programma 101. Credits: Wikipedia

Stiamo parlando del Programma 101, il primo personal computer sviluppato da Olivetti.

“Ricordo che il P101 venne presentato a New York nel 1965 con una convention, come quelle rese famose dalla Apple. Per dare una dimostrazione della macchina, venne caricato un programma per calcolare le orbite di un satellite. Quello che mi raccontò il responsabile marketing della Olivetti è che in sala c’erano dei tecnici della Nasa e che quando videro la presentazione ordinarono subito una quarantina di macchine.”, ha raccontato Garziera in più di un’occasione.

Considerato il primo “computer desktop” commerciale programmabile, era dotato di funzioni logiche, registi, memoria interna a nuclei di ferrite, e un supporto magnetico esterno su cui salvare i dati.

La tipologia e il design della macchina ricordava molto i vecchi mainframe dell’epoca, e per quanto l’ordine di calcolo, i registri erano numerici mente input ed output erano alfanumerici.

Il progetto venne guidato da Garziera e dal progettista Giovanni De André. Per quanto riguarda il design, venne affidato a Mario Bellini.

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