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FBI: pubblicati i protocolli dei Savi di Sion, utenti Twitter confusi

Dopo essersi accorti di aver generato confusione, l'FBI pubblica dei tweet di scuse e cancella il documento dal social network

Come molti sanno l’FBI è la polizia federale americana che si occupa principalmente di antiterrorismo, crimini informatici e non, diritti civili e intelligence interna. Non solo, l’FBI si occupa anche della divulgazione online di alcuni documenti storici, dichiarazioni politiche, manuali e istruzioni per il personale amministrativo, documenti visionabili online tramite la libreria FOIA. Il 19 agosto 2020 nell’account ufficiale Twitter sono stati pubblicati i documenti sui protocolli dei Savi di Sion, senza però lasciare una descrizione sul motivo della pubblicazione e sul contenuto. Il tweet ha lasciato spiazziati molti utenti, generando confusione e critiche.

Il giorno successivo gli account ufficiali hanno eliminato il tweet e chiesto scusa per la pubblicazione del materiale falso. Secondo quanto dichiarato su Twitter, un processo automatico ha pubblicato i documenti, senza esarminarne il contesto. Il documento pubblicato risulta inoltre essere l’originale scansionato. L’FBI afferma inoltre di sapere che il materiale possa essere offensivo, quindi consiglia di leggerlo con discrezione.

I protocolli dei Savi di Sion: un documento storico

I protocolli dei Savi di Sion sono una documentazione falsa redatta dalla polizia zarista a fine 1800 che descrive alcune sedute segrete a Basilea svolte dagli Ebrei durante il primo congresso sionista. Il sionismo è infatti un movimento volto alla fondazione in Palestina di uno stato per gli Ebrei dispersi nel mondo. Secondo quanto riportato nei protocolli dei Savi di Sion, l’obiettivo degli Ebrei era giungere al dominio mondiale tramite la gestione dell’economia finanziaria e terrorismo.

Furono proprio questi documenti a fine della Seconda Guerra Mondiale a produrre la nascita dell’odio antisemita e le successive persecuzioni degli ebrei. Solo in seguito si scoprì che in realtà i documenti non riportavano quanto realmente accaduto al congresso di Basilea. Si tratta dunque di un documento riadattato dalla polizia zarista partendo da un manifesto contro Napoleone III Re di Francia.

La polizia zarista scrisse il documento proprio per diffondere l’odio antisemita nell’Impero russo ma già dai primi tempi successivi alla pubblicazione varie fonti affermarono la non originalità della stesura. Nonostante ciò la Germania degli anni 20 del secolo scorso li utilizzò come fonte per diffondere l’odio, la persecuzione e lo sterminio degli Ebrei. I protocolli dei Savi di Sion furono quindi utilizzati come documento ufficiale nella propaganda nazi-fascista, definendo inoltre il bolscevismo l’ordine ebraico per governare il mondo. Nonostante ci siano molte fonti che ne appurano la falsità, tutt’oggi molte persone credono ancora alla veridicità dei Protocolli e li utilizzano come “arma” antisemita.

La prima pagina dei Protocolli dei Savi di Sion pubblicati dall’FBI

La ricerca dell’FBI

Solo ripercorrendo la storia dei Protocolli dei Savi di Sion si comprende il motivo della cancellazione del tweet da parte dell’FBI. Una delle missioni dell’FBI è infatti la pubblicazione di documenti storici ufficiali. Non si può negare l’esistenza di tale documento nè la sua importanza storica dai fatti precedentemente spiegati. E’ altresì vero che il documento porti con sè molto odio e razzismo, sentimenti che, come dichiarato dalla stessa agenzia, non sono l’obiettivo della pubblicazione. E’ dunque per la valenza storica che il documento è ancora consultabile nel loro sito.

Uno degli obiettivi dell’FBI è anche la difesa dei diritti civili e l’antiterrorismo. A tal proposito si esclude lo scopo antisemita nella pubblicazione dei Protocolli dei Savi di Sion. L’unico motivo della pubblicazione risulta il motivo storico dei documenti. Nella dichiarazione presente nel sito web dell’FBI, si afferma che il documento non riflette le politiche, opinioni, credenze e posizioni dell’FBI.

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Silvia Sannahttps://systemscue.it
Laureata triennale in Ingegneria Elettrica, Elettronica, Informatica e attualmente studentessa di LM Computer Engineering, Cybersecurity and Artificial Intelligence. Informazione tecnologica con TechCuE