Alessandro Luppi

Antbo: il robot insetto per tutti!

Questo è Antbo!

Antbo, robot insetto da programmare. Close-up Engineering
PH: indiegogo.com

Antbo è poco costoso, facile da assemblare e permette di avvicinarsi al mondo dei robot divertendosi. Ci impiegherai meno di un’ora per costruire Antbo, che ti insegnerà le basi della robotica e della programmazione.

Non è la prima volta che vediamo un team di ragazzi con un progetto che permetterebbe ai giovanissimi di imparare a programmare. Ad esempio vi avevamo parlato di Kamibot, un robot con il quale i bambini possono imparare divertendosi.
Un dispositivo di forma diversa, ma con lo scopo simile, è Antbo. Sei ragazzi da Shanghai propongono a tutto il mondo la loro idea: un robot a forma di insetto, programmabile utilizzando i software più semplici o le schede più complesse, con comodi sensori e una sorta di intelligenza artificiale.

Un passo alla volta

Il punto forte di Antbo è che è facile da costruire. Ci si mette meno di un’ora a prepararlo e soprattutto possono farlo anche i bambini da soli. Nasce per loro, infatti, per avvicinare i bambini al sempre più presente mondo dei robot. È facile da programmare: si può usare Scratch, l’IDE di Arduino o WhenDo. Utilizzando quest’ultimo inoltre si può caricare il codice dall’app via Bluetooth e testare direttamente il programma.

Cosa puoi fare

Con Antbo si può giocare. Ad esempio si può gareggiare contro gli amici, controllando il robot dallo smartphone, oppure si può “giocare a golf” e quindi muovere una pallina usando l’insetto artificiale, o puoi proporgli un labirinto e osservare la sua abilità nel trovare la strada corretta.

Antbo, robot insetto da programmare gioca a golf. Close-up Engineering
Antbo, robot insetto, mentre gioca a golf. PH: indiegogo.com

Antbo è personalizzabile, sia esteticamente, cioè gli si può mettere una “pelle” esclusiva, sia dal punto di vista hardware, in quanto è possibile aggiungere nuovi sensori da utilizzare come preferiamo. Ad esempio con un sensore di temperatura se il robot si accorge che l’ambiente è troppo caldo vi avviserà, mentre cercherà un luogo più fresco.

Antbo, robot insetto che riconosce la temperatura. Close-up Engineering
Antbo, robot insetto che riconosce la temperatura.
PH: indiegogo.com

Perché Antbo è unico

INTELLIGENTE
ha 30 “neuroni”, che lo rendono capace di imparare le abitudini dell’utente, come un essere vivente

HACKERABILE
si può migliorare Antbo con sensori differenti e programmalo con WhenDo, Scratch o l’IDE di Arduino

EMOTIVO
reagisce seguendo le sue “emozioni” a seconda della situazione, ad esempio si guarda intorno quando è incuriosito o trema quando ha paura

CONNESSO
non solo riceve comandi; colleziona informazioni sull’utente e le salva nel cloud

Apple Liam: riciclare gli iPhone salvaguardando l’ambiente

Il tema dell’ambiente interessa sempre più persone, e anche numerose compagnie internazionali mostrano il loro interesse impegnandosi a utilizzare energie rinnovabili e a produrre meno sostanze tossiche. Apple è tra queste: nel 2015 il 93% dell’energia usata dall’azienda proveniva da fonti rinnovabili, il 99% della carta utilizzata è stata riciclata e i loro prodotti non contengono mercurio, berillio e altri composti che potrebbero danneggiare l’uomo e l’ambiente. Ultimamente Apple ha mostrato un’ulteriore trovata per sostenere l’ambiete: Apple Liam.

Di cosa si tratta

Apple Liam è un prodotto innovativo e tecnologico. Non si tratta, tuttavia, di smartphone, tablet, computer o qualsiasi altro dispositivo che siamo abituati a vedere uscire dall’azienda di Cupertino, bensì è un robot e il suo obiettivo è riciclare.

Apple Liam, robot ricicla iPhone. Close-up Engineering
PH: startmag.com

Le 29 braccia del robot sono in grado di smontare 1.2 milioni di iPhone all’anno. In questo modo viene ridotta la quantità di materia scartata, a vantaggio dell’ambiente, anche se però è un numero piccolo, in confronto con il numero dei dispositivi che si potrebbero riciclare. Solo nel 2015 sono stati venduti più di 230 milioni di iPhone, che hanno una durata media di vita di 3 anni, cioè un grande lavoro per il “neoassunto” robot.

Cosa succede al tuo iPhone

Una volta che hai deciso che l’iPhone che possiedi non ti occorre più, puoi restituirlo all’azienda portandolo negli Apple Store oppure accedendo online. Se supera certi parametri, tu riceverai una carta regalo Apple, mentre il tuo smartphone seguirà il percorso di riciclaggio. Se finisce nelle mani robotiche di Apple Liam, verrà disassemblato nelle sue componenti più primordiali. Dopodiché l’azienda deciderà come utilizzarle. Ad esempio alcuni elementi vengono utilizzati per la produzione di pannelli solari, mentre le sostanze nocive vengono smaltite in maniera più green possibile.

La vera innovazione è considerare cosa accade a un prodotto in ogni fase del suo ciclo di vita. Liam disassembla l’iPhone quando non funziona più, così i materiali all’interno possono continuare a vivere. Perché in un mondo di risorse limitate, non tutto può essere rimpiazzato.

Apple Liam, robot ricicla iPhone. Close-up Engineering
PH: youtube.com
I due robot bartender

Un cocktail? Ci pensano i robot

Vi sedete al bancone, ordinate un cocktail e vi fermate ad osservare a bocca aperta.

Se li state osservando, vi trovate nel Bionic Bar della nave da crociera di classe Quantum oppure Harmony of the Sea. E i protagonisti di questo spettacolo sono due robot.
B1O e N1C sono i nomi di questi barman meccanici. Vederli vi farà venire voglia di ordinare un drink e godervi lo spettacolo. Oltre 100 bottiglie appese al soffitto sono a disposizione dei bracci robotici, che scelgono i gusti, mixano, mescolano e servono il tutto in un bicchiere.

Preparano fino a 1000 bicchieri al giorno, con movimenti lenti ma precisi e soprattutto ipnotici; intanto uno schermo a fianco del bar mostra i passi che i due robot devono ancora compiere.

Non solo sulla nave

Il progetto del robot barman è in realtà molto più ampio. La startup interamente italiana Makr Shakr che ha progettato i bracci automatici vuole portare la tecnologia al di fuori delle crociere. Tutti potranno utilizzare i robot per preparare i propri drink: tramite una comoda app sceglieremo gli ingredienti, per ordinare una bevanda classica o per ideare un nuovo cocktail che potremo condividere sui social network. Dopodiché godremo dello spettacolo offertoci dagli automi fino a bere il nostro drink.

Il team della startup è rimasto legato all’Italia, perciò è possibile vedere i bracci robotici in alcuni eventi in zona, ad esempio alcuni di voi potrebbero averne visto uno all’expo di Milano, ed è possibile anche noleggiarli (anche se ovviamente non è proprio gratis).

Divertimento, social e tanta tecnologia, e ancora una volta l’Italia può vantare di grandi menti invidiate da tutto il mondo. Rimane solo da assaggiare i cocktail robotici.

Il braccio robotico prepara i cocktail a expo 2015. Close-up Engineering
PH: expo2015.org
ANSA/DANIELE MASCOLO

Il primo Gran Premio dei droni

Un drone contro una McLaren. È una gara insolita, ma non sarà l’unica che vedremo. Da tempo, infatti, lo aspettavamo e finalmente il Gran Premio dei droni è arrivato.

Dubai, 11 e 12 Marzo 2016. 32 squadre si sono sfidate per contendersi il titolo di primo vincitore del Gran Premio dei droni. Il percorso futuristico, lungo quasi 600 metri, sembra uscito dai migliori videogiochi di corse fantascientifici, con ripide salite, numerose curve e degli archi luminosi attraverso cui i droni devono passare. Quello che il pubblico vede è dei corpi luminosi che sfrecciano per la pista a 100 km/h, con il rumore delle eliche ormai caratteristico di questi quadricotteri.
Ciò che invece vedono i piloti è la pista dagli occhi del drone, tramite un visore apposito, mentre i movimenti vengono gestiti da un controller.

Visori e controllor per il Gran Premio dei droni. Close-up Engineering
PH: gizmodo.com

I risultati

Un totale di un milione di dollari in premio, tra cui $250.000 per il team primo classificato e tre premi da $100.000 ciascuno per il migliore team, per il giro più veloce e per il migliore costruttore.
Il team vincitore è stato quello capitanato da un quindicenne, Luke Bannister, arrivato a Dubai dall’Inghilterra determinato a vincere.

In futuro

Vedremo gare ancora più futuristiche. Questo Gran Premio è stato il primo di tanti, in quanto altri paesi si stanno già organizzando per ospitare competizioni di questo tipo. E saranno ancora più avvincenti, con circuiti spettacolari che passeranno anche in mezzo alle strade che attraversiamo tutti i giorni. In più, sempre a Dubai sono state annunciate numerose altre gare, che riguarderanno i droni e altre tecnologie.
Attendiamo questi sport del futuro; nel mentre ci godiamo il World Drone Prix, di cui sotto c’è il video dell’ultima gara dal punto di vista di uno dei droni protagonisti.


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