Il laboratorio di fisica particellare più grande al mondo accoglie l’open source e dice addio a Microsoft. Il CERN ha intenzione di “riprendere il controllo” dei software e dei dati, senza dipendere più dai vendor.

L’iniziativa, chiamata MAlt – Microsoft Alternatives, vuole dimostrare che è possibile realizzare importanti servizi anche senza accordi commerciali, interrompendo il rapporto di lunga data con l’azienda di Bill Gates.

MAlt: le motivazioni

Il progetto è iniziato un anno fa con l’obiettivo di mitigare l’annunciato aumento dei costi dei software Microsoft. L’azienda di Redmond ha infatti revocato la licenza da istituzione accademica al CERN, con un previsto aumento dei costi fino a 10 volte tanto.

Senza più sconti e con il cambiamento del contratto che da Marzo di quest’anno ha iniziato a basarsi sul numero di utenti che utilizzano il sistema, il prezzo sarebbe stato insostenibile. Il progetto, di visione pluriennale, prevede la migrazione verso software open-source, ponendo il CERN in una posizione pioneristica nei confronti delle altre istituzioni di ricerca che dovessero trovarsi nella stessa situazione.

I ricercatori del CERN
I ricercatori, nonché utenti, del CERN. La nuova politica di Microsoft, unita al grande numero di utenti del centro di ricerca, ha fatto lievitare i costi di licenza. Credits: rainews.it

Gli obiettivi e principi dietro il progetto, condivisi dall’essenza stessa della filosofia open, sono stati definiti chiaramente dal centro di ricerca:

  • fornire lo stesso livello di servizio ad ogni categoria di personale del CERN;
  • evitare una dipendenza stretta dal vendor, per diminuire i rischi;
  • avere il controllo dei dati;
  • affrontare e risolvere i problemi e i casi d’uso comuni per l’organizzazione.

Il primo cambiamento avverrà tra poco: per questa estate è prevista l’introduzione di un servizio mail sviluppato internamente, inizialmente solo per la parte IT. A seguire, comincerà il processo di migrazione completa.

La visione del CERN

Il centro di ricerca di Ginevra ha sempre sostenuto l’idea dell’open source. L’ Open Data Portal è un esempio della volontà del CERN di promuovere la filosofia di Open Data e Open Access. Il portale permette infatti di condividere i dati degli esperimenti con l’LHC (Large Hadron Collider, ovvero il famoso acceleratore di particelle), sia per renderli fruibili alla comunità scientifica e favorire l’avanzamento della ricerca, sia per permettere anche ai cittadini di avere accesso alla conoscenza.

Lo stesso istituto ha sviluppato varie tecnologie open source. Tra queste Indico, un tool per organizzare conferenze tra più organizzazioni, condividere presentazioni e documenti e seguire il lifecycle dell’evento, utilizzato anche dall’ONU. Inoltre ha realizzato, in collaborazione con Fermilab, la propria distribuzione Linux chiamata Scientific Linux.

Il logo di Scientifix Linux, la distribuzione Linux sviluppata da CERN. Credits: Wikimedia
Il logo di Scientifix Linux, la distribuzione Linux sviluppata da CERN. Credits: Wikimedia

Oltre ai motivi economici, alla base c’è soprattutto la volontà di creare una community accademica e di ricerca che collabori per sviluppare prodotti definiti sulla base dei bisogni delle singole organizzazioni. L’idea che a importanti istituzioni di ricerca vengano revocati benefici e facilitazioni è assurda, ma purtroppo reale, e non solo da parte di Microsoft: molti altri vendor si stanno muovendo o si sono già mossi verso un aumento dei costi di licenza. Con la buona riuscita di MAlt potrà iniziare una “nuova era” di collaborazione e avanzamento tecnologico senza dover sottostare a dei limiti imposti.

Chiunque infatti, che sia singolo o un’organizzazione, potrà avere accesso al sito del progetto, controllarne il progresso e collaborare alla creazione e al miglioramento dei prodotti in cantiere. Una presa di posizione forte, che sottolinea un concetto a cui viene data poca importanza: la conoscenza deve essere libera, condivisa, facilmente fruibile e permettere di essere arricchita da tutti.

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